L’ormai conosciuta zanzara tigre, nome originale (Aedes Albopictus) non crea problemi a livello sanitario in maniera concisa, in quanto in Italia non è mai stata portatrice di infezioni dannose per l’uomo, però costituisce un grosso disturbo e fastidio alla popolazione.

Zanzara comune e zanzara tigre

Disturbo si intende, (a differenza della zanzara comune): più aggressività pungendo molto di più e attacca nelle ore diurne. Le zanzare comuni invece colpiscono di notte, (sembra quasi lavorano con organizzazione).

SPIEGAZIONI SUL LORO CICLO VITALE

La loro fase iniziale viene svolta nell’acqua, in poche parole le loro uova vengono deposte in un luogo umido, leggermente sopra il livello dell’acqua. I posti favorevoli sono luoghi che possono contenere piccole dosi d’acqua, ad esempio: lattine vuote, tombini, bacinelle, bottiglie rotte etc..

Con l’influenza delle condizioni climatiche o le caratteristiche dell’acqua, le uova possono riscontrare problemi, dunque si chiudono nuovamente quando sono sommerse.

La cifra delle quantità delle generazioni è del tutto dipendente dalle caratteristiche del focolaio e anche dalla quantità del livello dell’acqua.

Un esempio: un posto in cui influisce un flusso di acque indipendenti come un tombino o un qualsiasi lavaggio, può diventare una continua fonte di zanzare. La zanzara tigre più delle volte si sposta pochi metri dal focolaio, però se la zona è ventilata potrebbe raggiungere distanze più elevate, molte volte notevoli.

ECCO DOVE SI RIPRODUCE LA ZANZARA TIGRE

Bottiglie e barattoli aperti - posti temporanei invasi d’acqua - vasi e sottovasi capienti d’acqua per circa una settimana continua - vecchie grondaie - abbeveratoi per animali - vasche o bidoni per la raccolta d’acqua da utilizzare in giardino - tombini con una lunga permanenza d’acqua - vecchi copertoni lasciati all’esterno con livelli d’acqua all’interno - fontane, vasche, laghetti senza pesci larvivori. (Buoni i pesci rossi).

CONSIGLI PER PREVENIRE L’ATTACCO

Prima di tutto sarebbe piacevole che ogni cittadino pensasse di partecipare nella sua propietà, con semplici operazioni o applicazioni come:

Tenendo pulito il giardino, togliendo le foglie, rimuovendo i tombini, regolando il deflusso delle grondaie, così da non trovare acqua ferma.

Fare il possibile per evitare acqua ferma in barattoli, bidoni o varie raccolte d’acqua che possono diventare focolai di zanzara.

Svuotare in giardino o nella terra l’acqua contenuta nei sottovasi o altri contenitori, almeno ogni settimana.

Per contenitori inamovibili, come vasche o grossi bidoni, sono molto efficaci le coperture con una rete fine.

Ispezionare e pulire periodicamente le caditoie interne dei tombini per l’acqua piovana, nei giardini e cortili, introducendo pastiglie ad azione larvicida, a base di Temephos trovabile nelle farmacie comunali o nei consorzi agrari, ripetere l’operazione ogni due settimane o dopo forti e insistenti piogge.

Trattare con il larvicida anche i tombini asciutti perchè la zanzara è in grado di volare all’interno del tubo di raccordo verso l’accumolo d’acqua, è possibile spruzzare l’imbocco dello scarico o mettere una pastiglia, poi con un pò d’acqua fare defluire l’insetticida fino dove si trova il ristagno d’acqua.

Se i procedimenti per le larve non sono bastati e ci sono molte zanzare adulte, è utile eseguire trattamenti con prodotti a base di piretro naturale, attezione però che trattamenti del genere devono essere eseguiti da persone con esperienza, o tramite ditte specializzate.

Nelle vasche d’acqua in giadino sono consigliati i pesci rossi o le gambusie, all’incirca una ogni trenta litri d’acqua, questi sono ottimi divoratori delle larve di zanzara.

Eliminare contenitori che non servono in giardino, come bottiglie, vasetti, secchi o nylon ripiegati etc..

Attenzione che tutti i prodotti insetticidi vanno conservati solamente nelle loro confezioni originali, non travasandoli in altri contenitori e quando sono esauriti devono essere smaltiti nelle Ecostazioni.

Nell’uso degli insetticidi è importante l’uso di protezioni, come i guanti, non occorre che siano in pelle o in cuoio, poi assolutamente evitare il contatto diretto con il prodotto.

Se il tempo cambia e si mette a piovere, il trattamento deve essere ripetuto dopo due o tre giorni, posizionando poi del rame, attenti che non sia ossidato e che sia di regolare grandezza rispetto la quantità d’acqua.

Parlare e tenere informati i vicini di casa, così da sensibilizzare anche gli altri, la zanzara tigre non ha una forte capacità di volo, al massimo delle sue possibilità può raggiungere i venti o trenta metri dal luogo in cui è nata.

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